RECENSIONI DI 'STORIE D'AMANTI E DI DEMONI'
"...Per resistere alla corrosione dei giorni che passano avremmo bisogno di giunzioni astrali basate su Viti di Titanio. Viti che, nel loro girare su se stesse, emettessero una musica leggera e dura al contempo, che portassero alla riflessione di gesti e respiri di vividi amanti. Ecco che dalla città a base di Titanio (Napoli) emerge una band che non tradisce il suo nome. Il loro sound ha tutte le qualità del Titanio: fasi di rock leggero, melodico, riflessivo alternate a fasi di rock più duro di matrice britannica..."
"... Sullo sfondo testi mai banali, c’è poesia nell’aria in B.B. “e adesso sei sicura che non saro’ io a leccare/la mesta solitudine quello che resta del rumore/niente ti preserva niente che distolga l’attenzione/ora che ci provi a custodire la tua normalita’/sola e conturbata vittima innocente di passione”. Le liriche ed il mood acquistano colori morrisoniani in Calce Spenta: “pioggia sintetica bagna la pelle ed e’ un occasione di riflessione/ fiori di plastica segnano l’aria gia’ consumata da un moto passivo/ ora che segui attenta/nuoti in calce spenta”, ed in Storie d’amanti e di Demoni: “ma il germe tentatore squassa strati di ruggine/che occludono le arterie del vizio e delle lacrime/nella mutevole voglia/cova l’inganno profano/perche’ le osmotiche intuizioni/non tolgono l’aria alla lucida attesa/non tolgono l’aria ai demoni…”.
"... Tre brani ottimamente registrati con l’ausilio di Paolo Messere della lungimirante Seahorse Recordings. Le Viti di Titanio seguono le orme di gruppi rock italici [...] ma ispessendo le liriche di attitudine alla poesia che sa di brividi e non di zucchero..."
Vladimiro Vacca LOSTHIGHWAYS
"...Da un po’ di tempo a questa parte le band emergenti o quelle più sconosciute si avvalgono di MySpace per diffondere le loro idee e la loro musica. Alcune di queste band sono improbabili ensemble pseudo-caserecce di dilettanti allo sbaraglio che hanno però il coraggio di proporsi, piuttosto che marcire in cantina. Altre sono delle realtà interessanti, promettenti e riconosciute. Mi vengono in mente i Betty Ford Center, sempre più vicini ad essere una nuova realtà della musica del malessere; le Viti di Titanio, con i loro esperimenti metallici; i Pennelli Di Vermeer, che riscoprono il progressive..."
Cristiano D'anna LOSTHIGHWAYS
"...Il progetto Viti di Titanio affonda le proprie radici nell'entroterra partenopeo. Nata nell'aprile del 2005, la band trainata dalla voce e dalle chitarre di Marcello Vitale compone fin da subito per il primo demotape di quattro pezzi nel febbraio del 2006, concentrandosi quindi nella produzione e registrazione di un primo EP.Cominciano così le Storie d'Amanti e di Demoni, il primo lavoro in studio per il quartetto. Un insieme denso e deciso di suoni distorti e peripezie musicali in perfetta chiave Indie Rock. Eplorazione musicale che, tuttavia, va oltre il comune concetto di Rock odierno. Esplorazioni che portano a considerare Viti di Titanio come una sorgente di suoni da ascoltare, più che da ballare.Storie d'Amanti e di Demoni si snoda in poco meno di venti minuti. L'essenza della band si esprime in maniera compiuta già nella prima delle tre tracce registrate dai musicisti campani tra il Sea Horse Studio e lo Studio 54 con Paolo Messere in cabina di regia per il mixaggio. B.B. è un insieme scomposto di distorsioni e sezione ritmica altalenante. E' questa la peculiarità che rende le Viti di Titanio così accattivanti. Il cambio di scena è continuo e repentino, con l'immagine sonora che sembra muoversi da uno scenario all'altro senza mezzi termini né coerenza alcuna.Piace la loro maniera di suonare, tra chitarre che alternano arpeggi delicati e malinconici, descrivendo quadri autunnali, con distorsioni pungenti e incisive[...] Il secondo episodio, Calce Spenta è forse questo il pezzo più difficile e musicalmente elaborato composto dalla band per questo EP d'esordio.La title track Storie d'Amanti e di Demoni, infine, è il "puntino sulle i" per un lavoro che si presenta valido ed originale. Il fiume Viti di Titanio scorre in un'atmosfera grigia e malinconica, ma riesce a dipingere immagini da galleria con pochi strumenti, utilizzati nel pieno delle potenzialità e non senza qualche spruzzata di noise.Buona la prima, insomma. Tre pezzi, però, sono poco per poter formulare un giudizio completo. Attenderemo un primo full-lenght per capire se le Viti di Titanio saranno così intraprendenti da appagare le attese create con questo EP..."
Voto: 74/100
Marco Lorenzi ROCKLINE
Sebbene la formazione delle Viti di Titanio sia recente(aprile 2005),la band napoletana ha già le idee molto chiare. Lo dimostra infatti il loro EP d’esordio intitolato “Storie d’amanti e di demoni”,costituito da tre tracce che superano tranquillamente i cinque minuti ciascuna. Registrato presso lo STUDIO 54 e il Sea Horse Studio, l’EP presenta appunto una registrazione nitida e mai confusionaria. Il lavoro si apre con “B.B.”,traccia che parte subito con un’introduzione “rockeggiante”,intrisa di distorsioni sporche e graffianti. Un brano che alterna parti strumentali ottime e più veloci, che ricordano un po’ i Marlene kuntz, a momenti più lenti, con la voce del cantante,sdoppiata e sovrapposta con un leggero sfalsamento,che dà così un tocco particolare al brano stesso.Il secondo pezzo, “Calce spenta”, è quello che più convince e coinvolge, per il ritornello che prima o poi ti si ficca in testa(“ora che segui attenta nuoti in calce spenta”) ma che isolato dal testo significa ben poco. Testi che peraltro sono molto raffinati,vere e proprie poesie. Ma convince anche per le ritmiche,semplici e precise, di stampo indie rock e che accennano anche al jazz, per i riff di chitarra,per la voce limpida, a volte altezzosa(sul serio,mi dà quest’impressione) e per il finale che muta in una simpatica mazurca che dura una manciata di secondi.La titletrack(appunto “Storie d’amanti e di demoni”) chiude l’EP in maniera tranquilla e ristabilisce il battito cardiaco accelerato dalle tracce precedenti. Una ballata romantica e malinconica,con riverberi di chitarra,un accompagnamento ritmico “morbido” e una melodia dolce. Forse un po’ troppo ripetitiva ma comunque carina.Ammetto di non aver apprezzato subito il lavoro delle Viti di titanio e che solo dopo vari ascolti è riuscito a coinvolgermi.Quindi,prima di ascoltarlo, bisogna munirsi di pazienza,calma e si deve prestare attenzione,soprattutto se si vuole cercare di afferrare il significato dei testi.“Storie d’amanti e di demoni” è un risultato soddisfacente che conferisce alla band un senso di maturità. L’importante è non marcire…
Voto: 3,5 stelle
Davide Armento ONDALTERNATIVA
"…C'è spinta nervosa e passionale[…]. Le Viti di Titanio hanno quella passione bruciante che gli consente di restare in bilico senza precipitare, dimenandosi tra fragore e melodia, con qualche apprezzabile scatto di vitalità espressiva ed un cuore che batte davvero. Così si appropriano di alcuni riflessi oscuri di Nick Cave, sistemano con cura qualche pulsazione emotiva degli Einstuerzende Neubauten e poi si dedicano ad una scrittura figlia di certo rock italiano di fine ottanta e primi novanta..."
Stefano Rocco Acty ROCKIT
"... i napoletani Viti di Titanio già al lavoro con la Seahorse Recordings di Paolo Messere, meno legati, se non vocalmente, al rock nostrano in virtù di intelligenti arrangiamenti dal respiro anglosassone..."
KALPORZ.COM
"...La base musicale è ascoltabile, buona la performance e gli arrangiamenti brit rock/soft metal [...] i testi à la Battiato [...]Voto sette per il coraggio del mix di stili internazional-nazionali [...]buona senza dubbio la parte estera della musica, i suoni forti di sottofondo e i ritornelli. [...]Buona la composizione, la produzione e una lode per i molti live dei ragazzi che sono presenti e attivi nella scena..."
Elisabetta Lanzillotti EXTRA! MUSIC MAGAZINE
"...Gruppo napoletano che da tre anni lavora sulla propria strada di ricerca musicale tra rock anni ’70, progressive e cantautorato. Un filone non rivoluzionario ma nel loro caso riprodotto e reinterpretato con cura e con l'aggiunta di elementi interessanti..."
Viola Sarnelli ECO DI NAPOLI
"...band napoletana dalle virtuose capacità artistiche, che intreccia suoni fortemente chitarristici ad un cantato che mescola Massimo Volume e Dirty Three..."
Luca Ferraro CAMPANIA ROCK
RECENSIONI LIVE
"...Partono le Viti di Titanio e sai che, in un modo o nell'altro, abbiamo fatto la cosa giusta. La band paga lo scotto di essere il puntello che rompe il ghiaccio, ma va avanti con una performance dignitosissima. "...Un giro di vite sigilla il passato...", con la bambolina seduta ai piedi del palco, a guardarci stupita, un po' donna inquieta, un po' bambina birichina. Marcello (voce) dimostra di reggere ottimamente il confronto col pubblico. L'esperienza servirà pure a qualcosa, no? Maurizio (batteria) ha dalla sua una grande capacità di movimento ritmico (sostenuto da un ottimo Paolo al basso), riuscendo ad amalgamare i vari passaggi dei brani. Tradizione rock anglosassone e tentazioni "progressive", nonostante lo stesso Marcello, nel backstage, sottolinei: "I nostri ascolti non si concentrano sul progressive". Annuisco, rilanciando: "Eppur quelle distensioni strumentali si muovono…". Ah, novello Galileo, un po' ubriaco (manco avevo bevuto!). La platea, come si suol dire, è calda: le Viti hanno fatto il loro dovere..."
Francesco Nunziata ONDAROCK
"...D’effetto i richiami alla tradizione anglosassone nel rock d’energia primordiale delle Viti di Titanio, celebrazione di quanto di dionisiaco, mediterraneo, rubente e terreno ci sia nella natura umana..."
Marina Ronza IL NOLANO
"... lo spettacolo ha avuto bei momenti. Personalmente ho trovato molto interessanti le Viti di Titanio..."
Intervista a Massimo Piccolo, presidente della MOONOVER PRODUZIONI
"...Aprono la serata le Viti di Titanio, formazione che ricorda nell'aspetto e nella line up i gruppi progressive della scena italiana degli anni '70. Ma l'apparenza inganna...il loro repertorio è fatto di rock alternativo condito da buoni testi in italiano. Grande personalità per tutti i componenti e buona tecnica individuale,[…]la sostanza c'è..."
'Festival delle Cattive Abitudini', DO NOT DISTURB
"...Per resistere alla corrosione dei giorni che passano avremmo bisogno di giunzioni astrali basate su Viti di Titanio. Viti che, nel loro girare su se stesse, emettessero una musica leggera e dura al contempo, che portassero alla riflessione di gesti e respiri di vividi amanti. Ecco che dalla città a base di Titanio (Napoli) emerge una band che non tradisce il suo nome. Il loro sound ha tutte le qualità del Titanio: fasi di rock leggero, melodico, riflessivo alternate a fasi di rock più duro di matrice britannica..."
"... Sullo sfondo testi mai banali, c’è poesia nell’aria in B.B. “e adesso sei sicura che non saro’ io a leccare/la mesta solitudine quello che resta del rumore/niente ti preserva niente che distolga l’attenzione/ora che ci provi a custodire la tua normalita’/sola e conturbata vittima innocente di passione”. Le liriche ed il mood acquistano colori morrisoniani in Calce Spenta: “pioggia sintetica bagna la pelle ed e’ un occasione di riflessione/ fiori di plastica segnano l’aria gia’ consumata da un moto passivo/ ora che segui attenta/nuoti in calce spenta”, ed in Storie d’amanti e di Demoni: “ma il germe tentatore squassa strati di ruggine/che occludono le arterie del vizio e delle lacrime/nella mutevole voglia/cova l’inganno profano/perche’ le osmotiche intuizioni/non tolgono l’aria alla lucida attesa/non tolgono l’aria ai demoni…”.
"... Tre brani ottimamente registrati con l’ausilio di Paolo Messere della lungimirante Seahorse Recordings. Le Viti di Titanio seguono le orme di gruppi rock italici [...] ma ispessendo le liriche di attitudine alla poesia che sa di brividi e non di zucchero..."
Vladimiro Vacca LOSTHIGHWAYS
"...Da un po’ di tempo a questa parte le band emergenti o quelle più sconosciute si avvalgono di MySpace per diffondere le loro idee e la loro musica. Alcune di queste band sono improbabili ensemble pseudo-caserecce di dilettanti allo sbaraglio che hanno però il coraggio di proporsi, piuttosto che marcire in cantina. Altre sono delle realtà interessanti, promettenti e riconosciute. Mi vengono in mente i Betty Ford Center, sempre più vicini ad essere una nuova realtà della musica del malessere; le Viti di Titanio, con i loro esperimenti metallici; i Pennelli Di Vermeer, che riscoprono il progressive..."
Cristiano D'anna LOSTHIGHWAYS
"...Il progetto Viti di Titanio affonda le proprie radici nell'entroterra partenopeo. Nata nell'aprile del 2005, la band trainata dalla voce e dalle chitarre di Marcello Vitale compone fin da subito per il primo demotape di quattro pezzi nel febbraio del 2006, concentrandosi quindi nella produzione e registrazione di un primo EP.Cominciano così le Storie d'Amanti e di Demoni, il primo lavoro in studio per il quartetto. Un insieme denso e deciso di suoni distorti e peripezie musicali in perfetta chiave Indie Rock. Eplorazione musicale che, tuttavia, va oltre il comune concetto di Rock odierno. Esplorazioni che portano a considerare Viti di Titanio come una sorgente di suoni da ascoltare, più che da ballare.Storie d'Amanti e di Demoni si snoda in poco meno di venti minuti. L'essenza della band si esprime in maniera compiuta già nella prima delle tre tracce registrate dai musicisti campani tra il Sea Horse Studio e lo Studio 54 con Paolo Messere in cabina di regia per il mixaggio. B.B. è un insieme scomposto di distorsioni e sezione ritmica altalenante. E' questa la peculiarità che rende le Viti di Titanio così accattivanti. Il cambio di scena è continuo e repentino, con l'immagine sonora che sembra muoversi da uno scenario all'altro senza mezzi termini né coerenza alcuna.Piace la loro maniera di suonare, tra chitarre che alternano arpeggi delicati e malinconici, descrivendo quadri autunnali, con distorsioni pungenti e incisive[...] Il secondo episodio, Calce Spenta è forse questo il pezzo più difficile e musicalmente elaborato composto dalla band per questo EP d'esordio.La title track Storie d'Amanti e di Demoni, infine, è il "puntino sulle i" per un lavoro che si presenta valido ed originale. Il fiume Viti di Titanio scorre in un'atmosfera grigia e malinconica, ma riesce a dipingere immagini da galleria con pochi strumenti, utilizzati nel pieno delle potenzialità e non senza qualche spruzzata di noise.Buona la prima, insomma. Tre pezzi, però, sono poco per poter formulare un giudizio completo. Attenderemo un primo full-lenght per capire se le Viti di Titanio saranno così intraprendenti da appagare le attese create con questo EP..."
Voto: 74/100
Marco Lorenzi ROCKLINE
Sebbene la formazione delle Viti di Titanio sia recente(aprile 2005),la band napoletana ha già le idee molto chiare. Lo dimostra infatti il loro EP d’esordio intitolato “Storie d’amanti e di demoni”,costituito da tre tracce che superano tranquillamente i cinque minuti ciascuna. Registrato presso lo STUDIO 54 e il Sea Horse Studio, l’EP presenta appunto una registrazione nitida e mai confusionaria. Il lavoro si apre con “B.B.”,traccia che parte subito con un’introduzione “rockeggiante”,intrisa di distorsioni sporche e graffianti. Un brano che alterna parti strumentali ottime e più veloci, che ricordano un po’ i Marlene kuntz, a momenti più lenti, con la voce del cantante,sdoppiata e sovrapposta con un leggero sfalsamento,che dà così un tocco particolare al brano stesso.Il secondo pezzo, “Calce spenta”, è quello che più convince e coinvolge, per il ritornello che prima o poi ti si ficca in testa(“ora che segui attenta nuoti in calce spenta”) ma che isolato dal testo significa ben poco. Testi che peraltro sono molto raffinati,vere e proprie poesie. Ma convince anche per le ritmiche,semplici e precise, di stampo indie rock e che accennano anche al jazz, per i riff di chitarra,per la voce limpida, a volte altezzosa(sul serio,mi dà quest’impressione) e per il finale che muta in una simpatica mazurca che dura una manciata di secondi.La titletrack(appunto “Storie d’amanti e di demoni”) chiude l’EP in maniera tranquilla e ristabilisce il battito cardiaco accelerato dalle tracce precedenti. Una ballata romantica e malinconica,con riverberi di chitarra,un accompagnamento ritmico “morbido” e una melodia dolce. Forse un po’ troppo ripetitiva ma comunque carina.Ammetto di non aver apprezzato subito il lavoro delle Viti di titanio e che solo dopo vari ascolti è riuscito a coinvolgermi.Quindi,prima di ascoltarlo, bisogna munirsi di pazienza,calma e si deve prestare attenzione,soprattutto se si vuole cercare di afferrare il significato dei testi.“Storie d’amanti e di demoni” è un risultato soddisfacente che conferisce alla band un senso di maturità. L’importante è non marcire…
Voto: 3,5 stelle
Davide Armento ONDALTERNATIVA
"…C'è spinta nervosa e passionale[…]. Le Viti di Titanio hanno quella passione bruciante che gli consente di restare in bilico senza precipitare, dimenandosi tra fragore e melodia, con qualche apprezzabile scatto di vitalità espressiva ed un cuore che batte davvero. Così si appropriano di alcuni riflessi oscuri di Nick Cave, sistemano con cura qualche pulsazione emotiva degli Einstuerzende Neubauten e poi si dedicano ad una scrittura figlia di certo rock italiano di fine ottanta e primi novanta..."
Stefano Rocco Acty ROCKIT
"... i napoletani Viti di Titanio già al lavoro con la Seahorse Recordings di Paolo Messere, meno legati, se non vocalmente, al rock nostrano in virtù di intelligenti arrangiamenti dal respiro anglosassone..."
KALPORZ.COM
"...La base musicale è ascoltabile, buona la performance e gli arrangiamenti brit rock/soft metal [...] i testi à la Battiato [...]Voto sette per il coraggio del mix di stili internazional-nazionali [...]buona senza dubbio la parte estera della musica, i suoni forti di sottofondo e i ritornelli. [...]Buona la composizione, la produzione e una lode per i molti live dei ragazzi che sono presenti e attivi nella scena..."
Elisabetta Lanzillotti EXTRA! MUSIC MAGAZINE
"...Gruppo napoletano che da tre anni lavora sulla propria strada di ricerca musicale tra rock anni ’70, progressive e cantautorato. Un filone non rivoluzionario ma nel loro caso riprodotto e reinterpretato con cura e con l'aggiunta di elementi interessanti..."
Viola Sarnelli ECO DI NAPOLI
"...band napoletana dalle virtuose capacità artistiche, che intreccia suoni fortemente chitarristici ad un cantato che mescola Massimo Volume e Dirty Three..."
Luca Ferraro CAMPANIA ROCK
RECENSIONI LIVE
"...Partono le Viti di Titanio e sai che, in un modo o nell'altro, abbiamo fatto la cosa giusta. La band paga lo scotto di essere il puntello che rompe il ghiaccio, ma va avanti con una performance dignitosissima. "...Un giro di vite sigilla il passato...", con la bambolina seduta ai piedi del palco, a guardarci stupita, un po' donna inquieta, un po' bambina birichina. Marcello (voce) dimostra di reggere ottimamente il confronto col pubblico. L'esperienza servirà pure a qualcosa, no? Maurizio (batteria) ha dalla sua una grande capacità di movimento ritmico (sostenuto da un ottimo Paolo al basso), riuscendo ad amalgamare i vari passaggi dei brani. Tradizione rock anglosassone e tentazioni "progressive", nonostante lo stesso Marcello, nel backstage, sottolinei: "I nostri ascolti non si concentrano sul progressive". Annuisco, rilanciando: "Eppur quelle distensioni strumentali si muovono…". Ah, novello Galileo, un po' ubriaco (manco avevo bevuto!). La platea, come si suol dire, è calda: le Viti hanno fatto il loro dovere..."
Francesco Nunziata ONDAROCK
"...D’effetto i richiami alla tradizione anglosassone nel rock d’energia primordiale delle Viti di Titanio, celebrazione di quanto di dionisiaco, mediterraneo, rubente e terreno ci sia nella natura umana..."
Marina Ronza IL NOLANO
"... lo spettacolo ha avuto bei momenti. Personalmente ho trovato molto interessanti le Viti di Titanio..."
Intervista a Massimo Piccolo, presidente della MOONOVER PRODUZIONI
"...Aprono la serata le Viti di Titanio, formazione che ricorda nell'aspetto e nella line up i gruppi progressive della scena italiana degli anni '70. Ma l'apparenza inganna...il loro repertorio è fatto di rock alternativo condito da buoni testi in italiano. Grande personalità per tutti i componenti e buona tecnica individuale,[…]la sostanza c'è..."
'Festival delle Cattive Abitudini', DO NOT DISTURB












